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"25 Aprile 1945-25 Aprile 2005" 60°Anniversario della Liberazione: dalla Resistenza al Futuro Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti vide fuggire ma soltanto col silenzio dei torturati più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari s'adunarono per dignità non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza!
Questa epigrafe redatta da Piero Calamandrei è oggi affissa presso il monumento ai caduti della Resistenza nella città di Cuneo medaglia d'oro al valor militare della Guerra di liberazione nazionale. Per questa sua poesia Calamandrei trasse spunto da una dichiarazione del maresciallo Kesselring, comandante in capo delle truppe tedesche in Italia dal 1943 al 1945, processato per crimini di guerra, secondo cui gli italiani gli avrebbero dovuto erigere un monumento per aver loro risparmiato lutti ben più pesanti di quelli realmente subiti. Evidentemente al maresciallo nazista sembravano trascurabili i massacri come quello delle Fosse Ardeatine, le stragi di Sant'Anna di Stazzema, di Marzabotto, di Boves, di Vinca e di cento altri borghi e città italiani dove furono trucidate dalle truppe naziste e fasciste decine di migliaia di civili, compresi vecchi, donne e bambini, colpevoli, insieme ai partigiani, di resistere all'occupazione tedesca.
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