Il Presidente della Regione Lazio in visita alle Fosse Ardeatine
Nel giorno in cui Israele commemora l'Olocausto, Il Presidente Marrazzo rende omaggio ai martiri delle Fosse Ardeatine. "Sono i giorni del ricordo e della memoria - ha detto Marrazzo - io credo che ricordare un ghetto significhi ricordare tutti i ghetti, la voglia di ribellarsi e il desiderio di non perdere la memoria. Chi ha una carica istituzionale non può che partire dal ricordo. Qui ci sono dei valori fondamentali, libertà e sacrificio di chi ha difeso la Patria".
A chi gli chiedeva se quello odierno volesse essere un segno di discontinuità con la precedente amministrazione, Marrazzo ha risposto "C'è la continuità dei valori. Le istituzioni devono pensare a tutti i cittadini". Dopo aver deposto una corona d'alloro sotto la targa che ricorda l'eccidio delle Fosse Ardeatine, il Presidente ha reso omaggio alle 335 vittime sepolte lì, ha visitato il museo del cimelio, le grotte dell'eccidio e, prima di andar via, ha lasciato la sua firma sul registro dei visitatori. Ad accompagnarlo al Mausoleo di via Ardeatina c'erano il presidente della comunità ebraica Leone Paserman, Rosetta Stame, consigliere nazionale dell'Anfim (Associazione nazionale famiglie italiane martiri), Riccardo Mancini, figlio di Enrico ucciso alle Fosse Ardeatine e la vedova di Umberto Pignotti, anch'egli assassinato qui il 24 marzo del 1944. L'Associazione, dopo aver donato al Presidente un libro e una videocassetta che ricordano il Martirio, hanno chiesto a Marrazzo di impegnarsi affinché si conservino i valori e la memoria. "Non dobbiamo perdere nulla perché, altrimenti, saremo tutti più poveri" ha detto Marrazzo.
|