homepage / Governare il Lazio / Primo Consiglio

Prima seduta del nuovo Consiglio, Marrazzo:"La Regione sarà una casa di vetro"

"Far ripartire l'economia, assicurare il diritto alla salute, pianificare e costruire una rete infrastrutturale, valorizzare le risorse culturali e ambientali del Lazio e garantire diritti e pari opportunità". Questi gli obiettivi indicati dal Presidente della Regione Piero Marrazzo per i prossimi 5 anni di governo. "La regione sarà una casa di vetro, cristallina e limpida - ha detto - aperti all'osservazione di tutti, alla comprensione e alla lettura dei nostri programmi, ma anche dei bilanci, dei procedimenti e delle decisioni".


Il testo integrale dell'intervento del Presidente

Signor Presidente, colleghe, colleghi,
Oggi si apre l’ottava legislatura di questa Assemblea. Sono particolarmente felice di poter parlare al Consiglio Regionale del Lazio, eletto poco più di un mese fa. Rivolgersi ad una nuova assemblea legislativa, voluta dai cittadini, è un grande privilegio. Questo vale per tutti noi, per la giunta appena insediata e per me, che dagli elettori ho ricevuto l’incarico – l’onore - di guidare la nostra Regione per i prossimi cinque anni.

Voglio subito presentarvi la squadra di governo, la Giunta regionale del Lazio. Massimo POMPILI, VICEPRESIDENTE e ASSESSORE ALL’URBANISTICA, Bruno ASTORRE LAVORI PUBBLICI E POLITICA DELLA CASA, Augusto BATTAGLIA SANITA’, Angelo BONELLI AMBIENTE E COOPERAZIONE TRA I POPOLI, Regino BRACHETTI AFFARI ISTITUZIONALI, Fabio CIANI TRASPORTI, Silvia COSTA SCUOLA, DIRITTO ALLO STUDIO E FORMAZIONE PROFESSIONALE, Francesco DE ANGELIS PICCOLA E MEDIA IMPRESA, COMMERCIO E ARTIGIANATO, Marco DI STEFANO RISORSE UMANE, DEMANIO E PATRIMONIO, Alessandra MANDARELLI POLITICHE SOCIALI, Mario MICHELANGELI TUTELA DEI CONSUMATORI E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA, Luigi NIERI BILANCIO E PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA, Raffaele RANUCCI SVILUPPO ECONOMICO, RICERCA E INNOVAZIONE, Giulia RODANO CULTURA, SPETTACOLO, SPORT, Alessandra TIBALDI LAVORO, PARI OPPORTUNITA’ E POLITICHE GIOVANILI, Daniela VALENTINI AGRICOLTURA

Questa sarà la Giunta regionale per i prossimi cinque anni. Una squadra di donne e di uomini, che esprime al meglio l’articolazione, la coerenza e l’unità della coalizione. Voglio dirlo subito e con chiarezza: sarò il Presidente dei cittadini e tra i cittadini.

Il nuovo governo della Regione parte con una grande dote democratica quella del risultato elettorale, che ha legittimato il Presidente e la sua maggioranza. E’ il consenso dei cittadini che ci conferisce la forza di governare, ma è attraverso il ruolo delle istituzioni regionali che questo potere prende forma. Le risposte che dobbiamo dare e gli obiettivi che vogliamo raggiungere, passano anche attraverso l’alto ruolo che il Consiglio regionale dovrà svolgere. Il pieno esercizio della rappresentanza e il dispiegamento della funzione legislativa, sono determinanti per il corretto funzionamento della macchina regionale.

Considero essenziale il dialogo costante tra i diversi organi della Regione, ciascuno nel rispetto della sua autonomia, delle proprie competenze e secondo il principio di responsabilità. Voglio assicurare fin d’ora la massima cooperazione tra l’esecutivo e il Consiglio. Perché questo ultimo concorra – secondo quanto previsto dallo statuto della Regione - alla determinazione dell’indirizzo politico regionale e all’esercizio delle funzioni di controllo sull’attività dell’esecutivo. Il controllo, l’attività ispettiva, la vigilanza del legislativo sull’esecutivo, un dibattito politico onesto e leale, proprio in questa sede, sono il sale della democrazia.

Secondo lo stesso spirito intendo stabilire un confronto chiaro e franco con l’opposizione. Mantenendo saldo il principio per cui, chi governa attua scelte di fronte ai cittadini di cui si assume pienamente le responsabilità politiche. Ma voglio anche assicurare che sarò il Presidente di tutti. Di tutti i cittadini della nostra Regione, anche di coloro che non hanno espresso la preferenza per la coalizione di governo.

Siamo attesi ad una grande sfida. Quella di rinnovare e rilanciare la Regione. Dobbiamo far ripartire l’economia, garantire e aumentare l’occupazione; una piena e buona occupazione. Assicurare il diritto alla salute. Pianificare e costruire una rete infrastrutturale degna del nostro territorio, che dia a tutti il diritto alla mobilità e che attribuisca alle imprese vantaggi competitivi. Dobbiamo valorizzare le straordinarie risorse culturali e a ambientali del Lazio. Garantire diritti e pari opportunità per giovani, famiglie, soggetti deboli e svantaggiati. Però - e voglio parlare con voi, come specchio dei nostri cittadini – dobbiamo essere chiari da subito. Abbiamo immediate emergenze da governare, per le quali dobbiamo assicurare grande impegno e massima trasparenza. Il nostro lavoro poggia su un architrave solido.

La Regione sarà una casa di vetro. Cristallina. Limpida. Aperta all’osservazione di tutti. Aperta anche alla comprensione e alla lettura dei nostri dei programmi, ma anche dei bilanci, dei procedimenti e delle decisioni. Sotto questo architrave ci sono due colonne che invece devono sorreggere l’azione di governo. L’oggi e il futuro. Noi e i nostri figli. I nostri figli da adulti, e i nostri nipoti.

Due strade che corrono parallele.
Da un lato gli interventi che servono ad aggredire l’emergenza. La nostra corsia preferenziale. Mi riferisco alla sanità con i controlli e la due diligence per i bilanci delle Asl. All’ambiente: l’emergenza della Valle del Sacco, la situazione critica dei rifiuti, per le quali – immediatamente, come commissario straordinario - ho dato il via a stanziamenti, azioni di monitoraggio e verifica. Stiamo correndo rischi gravi, penso soprattutto alla tenuta del nostro bilancio sanitario, che stiamo affrontando con determinazione e competenza per restituire diritti e certezze alla nostra comunità.

Dall’altro, superata l’emergenza, non possiamo né dobbiamo però dimenticare – e anzi dobbiamo riaffermare - che esiste il ruolo della programmazione. Una strada che guardi al futuro di questa regione, senza l’ossessione dei risultati immediati, senza l’iperattivismo elettorale da fine legislatura. Questo sarà il nostro modo di lavorare. Rapidità nelle risposte che richiedono immediatezza. Programmazione e progettazione per investire sul futuro. Per questo dobbiamo pensare a un nuovo modello di sviluppo che coniughi occupazione e compatibilità ambientale, dinamismo imprenditoriale e rapidità dei procedimenti amministrativi.

Intendo lanciare con forza un grande piano di marketing territoriale che sappia portare nella nostra Regione investimenti diretti, dall’estero. Un progetto che sappia accogliere imprese e capitale di rischio. Che possa puntare sui lavoratori che hanno specializzazioni, in aree nelle quali il sapere industriale e le competenze sono assodate. Ma anche un progetto che scommetta sul futuro dei nuovi occupati, di chi oggi si avvicina al mondo del lavoro, e di chi vi rientra dopo esserne stato escluso. Si tratta di persone - di donne e di uomini - che noi dovremo guidare secondo progetti aggiornati di formazione professionale, in stretta collaborazione con il mondo delle aziende.. Sapremo attrarre investimenti non sulla base di dumping sociale e scarsa tutela del lavoro, ma per specializzazione e professionalizzazione dei nostri lavoratori. Per qualità delle nostre infrastrutture. Per rapidità e efficienza della nostra macchina amministrativa.

Per il lavoro vareremo un Piano dell’occupazione regionale, nel quale indicare risposte chiare a questioni prioritarie:
- La sicurezza sui luoghi di lavoro
- L’emersione del lavoro nero
- Una maggiore qualità nell’accreditare le strutture private che offrono servizi nel lavoro

Il Lazio deve puntare sul suo sviluppo per candidarsi come la Casa delle Regioni del Mediterraneo. Una regione che abbia la testa in Europa e i piedi nel Mediterraneo. I dati recenti dell’Istat sulla recessione, sul calo della produzione industriale devono metterci in allerta. Tutti. Non possiamo perdere secondi, minuti preziosi. Ma per alimentare lo sviluppo è necessario il dialogo. La concertazione non è un metodo, un’opzione tra le tante, una possibilità. Ma è, il metodo. L’opzione sovrana. La necessità che consente di procedere ascoltando le ragioni di chi è interessato.

Le parti sociali dovranno fornire un contributo indispensabile. E poi spetterà alla politica il compito di ascoltare, valutare le indicazioni, di tradurre i suggerimenti in scelte. Siamo chiamati ad immaginare e costruire nuove strade per la nostra economia.

La ricerca, gli investimenti sulla formazione e l’innovazione saranno una componente decisiva, se effettuata in collaborazione con il mondo dell’impresa. Aiutiamo le piccole aziende a diventare grandi nella qualità, nella ricerca, nella logistica, nella specializzazione di prodotto e nell’innovazione di processo. La grande dote del capitalismo italiano, il molecolarismo dinamico, deve cambiare pelle, non scomparire. Per questo sosterremo i processi che garantiscono un accesso più facile ed efficace e al credito e al capitale di rischio; senza strozzature, o vincoli eccessivi. La scarsa competitività, la paura del declino, il timore della Cina, si sconfiggono anche in questo modo. Vogliamo avviare da subito tavoli strategici per la concertazione, su tutti i grandi temi. Penso alla programmazione strategica per individuare i poli su cui concentrare gli investimenti. E per i tavoli di concertazione – ovviamente - economia e sanità, sono al primo posto.

La sanità è infatti l’altro grande tema. Sarà anche il nostro cantiere – politico - dove immaginare un nuovo modello per la tutela della salute dei cittadini del Lazio. La sanità regionale dovrà essere un sistema integrato dove la convivenza tra pubblico e privato, sia basata sull’efficienza verso i cittadini che sono i nostri unici punti di riferimento. Entrambi – pubblico e privato - devono concorrere ad un unico, semplice e ambizioso obiettivo: assicurare che le persone non siano sole davanti alla malattia. Che non lo siano i familiari. Che non si debba solo e sempre ”o aspettare, o pagare”. La normativa sugli accreditamenti va completata per definire, bene, standard e regole.

Ma punteremo sui medici di famiglia, sulla costruzione di un sistema di monitoraggio che abbatta i tempi di attesa. Su un sistema di valutazione che sappia giudicare e valutare la qualità di tutti servizi sanitari. I più deboli non devono essere lasciati soli. L’assistenza domiciliare e di sostegno verrà potenziata e razionalizzata. E poi dobbiamo difendere i consumatori nelle loro spese farmaceutiche, attraverso un efficace sistema di monitoraggio.

Il Lazio deve diventare un modello di Regione anche per come affronta le questioni del Welfare. Non dobbiamo mai dimenticarci delle nostre radici e della nostra provenienza culturale, che devono continuare a ispirare settori chiave dell’azione di governo. Il mutualismo laico, il solidarismo religioso che affondano le loro radici nel secolo scorso, sono un patrimonio prezioso che non possiamo – e non dobbiamo - perdere. I deboli, i più deboli, devono essere affiancati dalle istituzioni. Non vanno lasciati indietro. Penso alle politiche di protezione sociale per gli anziani, che dovranno vedere un passaggio dal Welfare State al Welfare Mix.

Penso alle politiche familiari, a quelle per l’infanzia, e ai diversamente abili. Noi non ci dimenticheremo delle persone. Non ci dimenticheremo dei cittadini. Ciascuno di essi è infatti titolare di diritti cui la regione deve fornire risposte. Ma non da sola. La sussidiarietà in tutti i settori, non deve essere solo una parola magica, ma va perseguita, dire quasi, con accanimento. È una delle chiavi per garantire nuovi e più completi servizi alla persona, nell’ottica dell’efficienza e della prossimità. La regione intende coordinarsi al meglio con le associazioni, le organizzazioni del terzo settore, per valorizzarle e per offrire ai cittadini ciò di cui hanno bisogno, con la garanzia di uno standard alto di professionalità e competenze.

Il nostro territorio va nutrito. Va nutrito di reti, infrastrutture e qualità ambientale. La cura del ferro e l’applicazione del protocollo di Kyoto sono due priorità. Si tratta di azioni di governo che producono ricchezza e sostenibilità. Diritto alla mobilità ed eco-compatibilità. Ragionare in questi termini significa pensare al governo del territorio in un’ottica complessiva. Un modo di procedere che non è consueto in questo Paese: mettere sullo stesso piano infrastrutture e ambiente, suona come una bestemmia e invece è l’unica via per affrontare e risolvere problemi complessi. Lo stesso ragionamento vale per una seria politica energetica.

La Regione intende diventare protagonista: vuole cominciare a pensare ai bisogni dei cittadini partendo dal consumo, dalla produzione e dalla distribuzione di energia. Il gas è una risorsa - anche per la nostra proiezione nel Mediterraneo – che non possiamo permetterci di dimenticare. Per i vantaggi economici e – ancora una volta - di compatibilità ambientale.

I consumatori si tutelano anche in questo modo. E – tra le novità che presentiamo – l’istituzione di un assessorato specifico, segnala la volontà politica della Regione di prestare la massima attenzione a questi temi. Ma voglio ribadire il nostro impegno per promuovere il dialogo e la collaborazione con l’insieme delle altre istituzioni del Lazio. Con le province. Con le quali stabiliremo un contatto diretto e periodico, attraverso sedute comuni di giunta in ciascuna di esse.

Con i comuni, per i quali la soglia di attenzione sarà sempre elevata. Con Roma capitale: una risorsa per chi ci vive, per la Regione, e per il Paese intero. Permettetemi, in conclusione di questo mio intervento, che delinea l’azione di governo per i prossimi cinque anni, di sottolineare come tutto possa essere racchiuso in un richiamo fondamentale.

Per definire un programma - il nostro programma - basterebbe infatti aver chiaro in mente quello che prescrive l’articolo 3 della nostra Carta fondamentale. La Costituzione nata dalla Resistenza e dall’antifascismo: È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

invia ad un amico stampa
News
 
  MARRAZZO: CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARABINIERE A LATINA
14. 09. 2005.
  Pompili sulla sentenza del TAR:"Giusto e corretto l'operato della Giunta per dare un futuro più equo alla sanità laziale"
02. 09. 2005.
  La Regione adotta i criteri per individuare i locali storici del Lazio
12. 08. 2005.
Archivio
Approfondimenti
 
 

- Il piano per l'emergenza caldo
- Riunione congiunta Regione-Comune
- A Latina con Ciampi
- I provvedimenti per la Sanità
- Prima seduta del Nuovo Consiglio
- Prima Giunta: Valle del Sacco
- La Giunta Marrazzo
- Emergenza Valle del Sacco
- Le Regioni del Centro Sud
- L'omaggio alle Fosse Ardeatine
- L'insediamento di Marrazzo
- I 60 Anni delle ACLI
- 1 Maggio: Combattere la precarietà
- 60°Anniversario della Liberazione
- Inizia l'era di Benedetto XVI
- Care elettrici, cari elettori
- La morte di Giovanni Paolo II
- Un succeso di tutti nessuno escluso

AGENDA DELLA CAMPAGNA
Set. 2010
L M M G V S D
 
 
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30