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Emergenza caldo: il piano di intervento della Regione Lazio
Telesoccorso, estensione del sistema di allarme per la prevenzione dell'impatto delle ondate di calore all'area metropolitana di Roma, Protezione civile regionale mobilitata a sostegno dei Comuni, medici di famiglia impegnati a monitorare le condizioni di salute degli anziani con il programma "easy care", ospedali regionali organizzati per mantenere i reparti aperti e funzionali nel periodo estivo, monitoraggio delle residenze sanitarie abitative. La Regione Lazio si mobilita per combattere l'emergenza caldo. In una riunione che ha visto attorno allo stesso tavolo il presidente Piero Marrazzo, gli assessori alla Sanità, Augusto Battaglia, all'Ambiente, Angelo Bonelli, e alle Politiche sociali, Alessandra Mandarelli, è stato delineato il piano di interventi per dare aiuto ai cittadini che rientrano nelle fasce "a rischio", gli anziani e le persone con problemi di salute.
Progetto "Easy care". Il progetto "easy care", rivolto agli ultra 75enni, coinvolge i medici di famiglia nel monitoraggio delle condizioni di salute degli anziani. I medici di base, una volta individuati i soggetti più a rischio, segnaleranno ai distretti i casi più urgenti di intervento, e avranno il compito di non lasciare e non far sentire soli gli anziani proprio nel periodo dell'anno, l'estate, in cui corrono più pericoli. Anagrafe della fragilità e allarme contro gli effetti delle ondate di calore. Si tratta di un sistema già messo a punto a livello nazionale per i grandi centri e per il comune di Roma: nelle prossime settimane verrà esteso ai comuni più grandi dell'area metropolitana. Sul sito della Regione Lazio sarà pubblicato il bollettino con le previsioni di allarme per le ondate di calore. Un meccanismo che consentirà agli amministratori di non farsi cogliere di sorpresa dall'emergenza caldo e predisporre con alcune ore gli interventi più urgenti. Monitoraggio delle Rsa e Lungodegenze. Il piano complessivo di interventi contro l'emergenza caldo prevede il rafforzamento del monitoraggio delle RSA (Residenze sanitarie abitative) e lungodegenze per controllare le condizioni di vita dei degenti e verificare siano stati predisposti gli interventi per contrastare gli effetti delle ondate di calore sugli anziani. Ospedali. Proprio in concomitanza con l'estate e le temperature afose, la Regione si impegna a evitare tutti i disservizi, che pure si erano verificati in passato, nell'assistenza alle persone che dovessero avere bisogno di ricoveri o di cure in ospedale. Per tutti i nosocomi della Regione sarà disposto un "piano ferie" che consentirà ai reparti di rimanere funzionali nell'arco di tutta l'estate, con particolare attenzione ai pronto soccorso e alla geriatria. Protezione civile regionale. La Regione ha allertato la protezione civile mettendo i circa 4mila volontari e i mezzi a disposizione dei Comuni che ne avessero necessità. Il personale è dotato di mezzi sia per il trasporto di acqua che per quello di persone, e non andrà a interferire nello specifico delle emergenze sanitarie, che rimangono di competenza dell'Ares 118, se non per eventuali esigenze di primo soccorso. Telesoccorso. La Regione Lazio ha individuato le disponibilità per acquistare fino a 5mila apparecchi per il telesoccorso da mettere a disposizione di chi ne farà richiesta. A gestire i dati ed eventualmente ad allertare le strutture sanitarie in caso di emergenza sarà la centrale operativa di Farmacap, che già gestisce il servizio per il Comune di Roma. EMERGENZA CALDO, PROTEZIONE CIVILE REGIONALE AL FIANCO DEI COMUNI Protezione civile mobilitata per combattere l'emergenza caldo nel Lazio. L'assessore regionale alle Politiche Sociali, Alessandra Mandarelli, su indicazione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, che ha mantenuto la delega per la Protezione civile, sta contattando le amministrazioni comunali per assicurare ai sindaci che potranno, in caso di difficoltà che non riuscissero a gestire autonomamente, allertare i volontari a disposizione sul territorio. Si tratta di circa 4mila persone, riunite in 190 associazioni, che assicureranno interventi immediati per portare sollievo alle persone in difficoltà. 72 i pick up in dotazione ai volontari, insieme a 17 mezzi polifunzionali, i "Fresia", in grado sia di portare cisterne d'acqua da 2mila litri, sia di essere adibiti al trasporto di persone nel caso se ne presentasse la necessità. La protezione civile è in grado, tra l'altro, di assicurare i rifornimenti d'acqua in eventuali aree di crisi: nel centro polifunzionale operativo di via Prato della Corte, sulla Cassia Bis, sono stipati 350mila litri d'acqua che potranno essere distribuiti alle persone in difficoltà in occasione ad esempio di lunghe code di automobili bloccate sotto al sole. Oltre al parco già esistente, che può contare tra l'altro anche su mezzi antincendio e su auto mediche per eventuali primi soccorsi in attesa di interventi specializzati, ulteriori mezzi potranno essere messi a disposizione dal dipartimento nazionale di Protezione civile. ESTESO A TUTTI COMUNI DELL'AREA METROPOLITANA DI ROMA IL SISTEMA DI ALLARME PER LE ONDATE DI CALORE L'attuale sistema di allarme per le ondate di calore della Protezione civile coordinato a livello nazionale dal Dipartimento di epidemiologia della Asl RM E sarà esteso a tutti i comuni pedemontani dell'area metropolitana di Roma. Tra gli altri saranno interessati i centri di Ciampino, Fiumicino, Monterotondo, Mentana, Ardea, Pomezia cioè tutti quelli con aree urbane sviluppate. Nei piccoli comuni e in quelli che si trovano nelle aree collinari o montane il servizio per il momento non risulta necessario. L'attivazione del sistema di allarme per le ondate di calore comporterà dalla prossima settimana che sul sito della Regione verrà pubblicato il bollettino meteorologico, modulato su quello adottato per il comune di Roma, con la segnalazione del livello di allarme previsto. Il Dipartimento di epidemiologia della Asl RM E inoltre realizzerà sempre con riferimento a Roma e grandi comuni dell'area metropolitana una "Anagrafe della fragilità". Si tratta di una lista di cittadini che in base ai dati raccolti dalle schede di dimissione ospedaliera , prescrizione farmaceutiche ed altro, risultano particolarmente vulnerabili agli effetti delle ondate di calore. Questi nominativi saranno segnalati sia ai medici di famiglia che e ai servizi sociali. TELESOCCORSO La Regione in collaborazione con le Province intende attivare il telesoccorso in tutti i 378 comuni del Lazio. Il servizio già in funzione a Roma, gestito dalla Farmacap, l'Azienda capitolina che amministra le 39 farmacie del circuito pubblico cittadino, attualmente assiste 4.000 anziani. La Regione stipulerà una convenzione con la Farmacap per estendere il servizio in tutto il territorio regionale con l'obiettivo di dotare dell'apparecchio di telesoccorso, in questa prima fase, 5.000 anziani che abbiano superato i 65 anni di età e che ne faranno esplicita richiesta rivolgendosi al numero 0657088700. L'apparecchio per il telesoccorso è in grado di verificare 24 ore su 24 i parametri vitali, è collegato alla linea telefonica ed è modulato per far scattare automaticamente l'allarme in caso d'emergenza. EASY CARE Sono oltre 400 mila le persone che hanno superato i 75 anni di età e che vivono nella nostra regione: conoscere le loro reali condizioni è indispensabile per prevenire situazioni di emergenza legate al caldo Per questo nasce "Easy care", uno strumento fornito ai medici di medicina generale per individuare gli anziani a rischio di solitudine e con problemi di salute. Dalla Regione Lazio sono stati stanziati 2 milioni di euro per questo progetto di sorveglianza attiva. Il programma di interventi prevede il monitoraggio continuo dei casi individuati a rischio e che necessitano di sorveglianza sanitaria. Un diretto controllo del medico di famiglia che prevede, nei casi più a rischio, anche accessi domiciliari. E' importante, comunque, che anche i familiari segnalino al proprio medico curante, o al medico curante del proprio congiunto, se vi siano delle problematiche meritevoli di un attento controllo da parte del medico di famiglia attraverso i programmi regionali ed anche in collaborazione con i servizi sociali del Comune di residenza.
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